Notizie dalla Valle NO TAV che continua a resistere.

Stamattina i giornali di regime parlano attraverso le veline della polizia, per smentire il lancio di lacrimogeni ad altezza uomo, sistematicamente usati in questi giorni per colpire le persone ed avvelenare la terra. E’ una tecnica utilizzata fin dalla prima notte dell’occupazione militare sui terreni di San Didero, messa ostentatamente in pratica davanti ai nostri occhi, quando un gruppetto di noi, isolato ai margini della zona in via d’occupazione, ebbe modo di assistere ad un vero e proprio fuoco di fucileria di lacrimogeni direttamente addosso a chi cercava di mettersi in salvo nel bosco o di avvicinarsi al presidio. Questo è il metodo portato avanti anche nei giorni successivi.
Ora Giovanna giace in ospedale, gravemente ferita in volto da uno di quei lacrimogeni sparati per uccidere. Le sue condizioni critiche non sono state sufficienti ad impedire ai poliziotti di entrare nella sua camera d’ospedale, prima a Rivoli e poi alle Molinette di Torino, per cercare di interrogarla.
Con questi metodi cercano di fermare una lotta giusta, bella e solidale. Poveri illusi! La loro prepotenza rende la nostra resistenza più che mai viva e necessaria.
Un grandissimo abbraccio a Giovanna, nostra compagna e sorella.

Dana

uscita dal carcere, si trova ora agli arresti domiciliari. Non è ancora la libertà. In queste ore si sentirà in una terra di mezzo, in cui si vive forse con angoscia, certo con nostalgia, il ricordo delle compagne lasciate oltre le sbarre.
Strano il tempo che ricomincia a scorrere senza ordini e sferragliare di chiavi. E’ necessario riabituarsi al silenzio, riappropriarsi dei suoni e dello spazio, del senso della profondità, della solitudine buona…
Il carcere è un’esperienza che non si cancella, come il legame con chi resta.
Anche per questo ti voglio bene, Dana.

Fatica, polmoni e occhi in fiamme

Le case di San Didero invase dal fumo dei lacrimogeni, i corpi inzuppati a suon di idranti, i presidianti resistenti sul tetto del presidio, il popolo NO TAV che fa da barricata contro l’avanzare delle truppe di occupazione.
Fatica, polmoni e occhi in fiamme, gelo che penetra nelle ossa, ma anche la gioia di stringerci insieme, dalla parte giusta e l’ironia allegra del giovane che, investito dagli idranti, si ferma e risponde con gli spruzzi della sua bottiglietta d’acqua.
Intorno, una primavera che ha tutti i colori del verde e tutti i germogli ed i sorrisi della natura fanciulla.
Per questo loro non vinceranno.